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Università di Bologna

L’Università di Bologna ha una lunga tradizione di ricerca sul territorio delle Maddalene iniziata con Ciro Andreatta, il grande geologo di Pergine Valsugana chiamato a ricoprire la cattedra di Mineralogia dell’Università di Bologna sin dal 1938.

I rilevamenti geologici e lo studio mineralogico e petrografico in laboratorio permisero ad Andreatta di delineare i tratti distintivi delle Maddalene, che oggi sappiamo essere costituite da rocce di mantello superiore, le peridotiti, inglobate in paragneiss di crosta continentale profonda. Quello che rende speciale questo territorio è la presenza, nelle peridotiti, di granato, un minerale che indica profondità di provenienza maggiori di 60 chilometri.

Per questi motivi, a partire dagli anni ’70 del XX secolo il territorio delle Maddalene ha attirato, e continua ad attirare, l’interesse delle Università e dei centri di ricerca italiani e stranieri come testimoniato da decine di pubblicazioni scientifiche apparsi su riviste accademiche specializzate.

Negli ultimi 10 anni, la ristrutturazione della malga Masa Murada ad opera del Comune di Rumo permette agli studenti del Corso di Scienze Geologiche dell’Università di Bologna di esercitarsi e di studiare l’evoluzione delle catene orogeniche, uno dei temi essenziali delle Scienze della Terra.

Anche il turista occasionale può avere un assaggio della geologia del territorio grazie al Museo Giardino Geologico “Le Pietre delle Maddalene” situato nei pressi della Chiesa di Marcena (Rumo). In questo spazio sono disposti, secondo criteri geologici rigorosi, i litotipi più significativi dell’area. A corredo del Museo Giardino si trovano le riproduzioni in grande formato delle nuove Carte Geologiche alla scala 1:50000 (Fogli Rabbi e Appiano), realizzate grazie all’impegno dei Servizi Geologici delle Provincie Autonome di Trento e Bolzano.